La vicenda del Comitato di quartiere “Le Macine”

2 dicembre 2017

Prologo

Riteniamo il fatto di secondaria importanza, ma l’opposizione, Lega esclusa, ha cercato la risonanza mediatica non presentandosi all’ultimo Consiglio Comunale. Vorremmo non dargliela noi la risonanza cercata, ma ci pare d’obbligo spiegare.

Visione di parte ovviamente, tranne i fatti.

Antefatto

Ottobre 2016: un cittadino delle Macine vuole avviare un comitato di quartiere dove risiede, si trova con alcuni suoi conoscenti in un luogo privato e abbozzano un embrione di comitato e decidono di aspettare il Regolamento sulla Partecipazione (contenente alcuni articoli anche sui comitati di quartiere) sia concluso.

Luglio 2017: il Regolamento viene approvato dal Consiglio Comunale. La parte relativa ai Comitati di Frazione e di Quartiere è, per chiara scelta politica, improntato alla massima spontaneità e libertà di autoregolamentazione; l’unico punto normato è quello che prevede che il rappresentate, affinché possa interloquire a nome del Comitato con l’Amministrazione Comunale, debba essere votato con un minimo di democrazia.

Tutto il resto (confini, regolamento interno, attività) viene lasciato alle decisioni che autonomamente il comitato vorrà darsi.

Ottobre 2017: dopo aver pubblicizzato la prima riunione del Comitato di Quartiere i partecipanti sono solo quelli che hanno creato il comitato (sei), viene votato come rappresentante il promotore iniziale. Fra questi ci sono due nuclei famigliari e parenti di un consigliere del M5S di maggioranza. La Giunta, come da regolamento, riconosce con delibera il rappresentante non entrando nel merito della qualità del Comitato, ritenendo sostanzialmente sufficiente la documentazione prodotta (in verità mancante della descrizione della modalità di pubblicizzazione).

Fatto

Saputa l’esiguità dei votanti, la presenza fra questi di coniugi, la parentela con un consigliere di maggioranza e che il rappresentante è un ex attivista del Movimento, la minoranza con vari atti e con toni crescenti ha tentato di opporsi al riconoscimento, chiedendo l’annullamento della delibera relativa fino a disertare l’aula del Consiglio la sera del 30 novembre.

Epilogo

La stessa serata del 30 novembre si è tenuta la prima riunione del comitato presso il Centro Sociale di via Bignone dove, alla presenza del Sindaco e dell’Assessore alla Cultura e alla Partecipazione ed ad una trentina di cittadini, l’attuale referente ha comunicato l’intenzione di dimettersi in quanto raggiunto lo scopo di avviare un comitato di quartiere. Fra i cittadini presenti è parsa esserci la volontà di rivivere l’esperienza di un comitato piuttosto attivo di qualche anno fa. Si sono dati appuntamento a gennaio per rincontrarsi e forse, già in quella sede, votare il nuovo referente.

Morale

Il tema della partecipazione è uno scoglio su cui maggioranza ed opposizione si sono scontrate in maniera “vivace”.

Succede ogni qual volta si porta a termine un obiettivo stabilito, ma sorprendentemente, il tema della partecipazione ha scatenato reazioni accese e, lasciatecelo dire, piuttosto scomposte. Si tratta evidentemente di due concezioni antitetiche della visione dei cittadini in relazione alla cosa pubblica e, in definitiva, con la politica.

Demandare e delegare contro avvicinare e coinvolgere.

Cosa poteva fare la Giunta di fronte ad un primo e imperfetto tentativo di Comitato nascente in un quartiere popoloso? fare le pulci sul fatto che i votanti erano pochi e che non era accuratamente riportato la modalità di pubblicizzazione comunque avvenuta? Avrebbe dovuto bocciare questo tentativo?

Certo che lo poteva fare, ma sarebbe stato un ostacolare i primi passi, sicuramente incerti e da migliorare, di chi vuole provare a rimboccarsi le maniche ed attivarsi a favore del posto dove vive.

O forse si doveva fermare tutto perché il referente è un ex attivista del Movimento e un componente il padre di un consigliere? stiamo scherzando?

Ma poi si sa cosa fa il comitato di un quartiere ed il suo referente? lavora, lavora e poi lavora. Gratis.

Alla luce dei fatti sopra descritti si capirà che le accuse di “familismo” e addirittura di “aver scritto una brutta pagina di democrazia” suonano certamente esagerate ma soprattutto false.

Ed anche il non presentarsi in aula consigliare è una decisione, a nostro modesto parere ovviamente, da conservare per occasioni più nobili. Per esempio per la mancata partecipazione alla salvaguardia dell’ospedale, per lo sperpero di milioni di soldi della comunità per inutili cattedrali nel deserto, per la salvaguardia del verde ai piedi di Monte Oliveto.

Se poi si considera il fatto che la sera del 30 novembre il Consiglio Comunale prevedeva esclusivamente la trattazione di mozioni ed interrogazioni della minoranza e che per farlo si sono spesi soldi pubblici, l’assenza suona ancora più discutibile.

Fallo da frustrazione lo ha definito qualcuno di noi, se non la sola ragione di questo Aventino, probabilmente una forte componente.

Scusate la lungaggine, per alleggerirvi un po’ la lettura sarebbe bastata la visione e sopratutto l’ascolto di un brano classico:

M5S Pinerolo

10 Comments

  • Salvatore 3 dicembre 2017 at 10:18

    Limpido e chiAro la vecchia politica vuole solo delegare per mantenere i suoi privilegi

  • giosuè 3 dicembre 2017 at 19:08

    Ciao a tutti. Sapere il nome di chi scrive queste news sarebbe molto gradito.
    Ho letto con attenzione quanto sopra riportato e gradirei puntualizzare alcuni aspetti che ritengo importanti.
    Per quanto attiene il riconoscimento del referente, l’art. 58, comma C del Regolamento riporta, tra le altre cose, “il verbale delle procedure di elezione del referente di quartiere e di frazione indicante le modalità di pubblicizzazione delle votazioni e delle candidature”
    Come giustamente indicato, il comitato ha visto la luce, con pochi aderenti, nell’ottobre del 2016, ovvero dopo una pubblicizzazione, gestita con il classico passaparola, durata mesi e che, tolto pochi amici e familiari, nessun’altro ha voluto intendere.
    Nonostante i pochi aderenti si è voluto dare comunque un inizio, nella speranza di allargare le adesioni, anche attraverso azioni di esempio (e’ o non è un modo di pubblicizzazione, se questo si vuole intendere?). E le occasioni e dimostrazioni non sono mancate. Ora, nel rispetto del Regolamento, il verbale costitutivo riporta: “in tale sede il signor Giosuè Imprudente illustra le finalità per la costituzione del comitato di quartiere e invita i presenti a proporre le candidature per la nomina del referente”
    Risulta evidente che illustrare le finalità e invitare a presentare le candidature hanno avuto il solo vero scopo di pubblicizzare, sinonimo di mettere al corrente, informare, che si stava procedendo, in modo palese con alzata di mano, alla scelta del candidato referente.
    Per quanto mi riguarda ritengo chiarito l’argomento. Chi non è d’accordo e ne ha capacità faccia giurisprudenza.
    Per quanto attiene le mie dichiarate dimissioni, credo che qualcuno abbia frainteso o capito male. Io ho parlato di RIMISSIONI, ovvero, visto l’esito deludente della serata, dove qualcuno ha definito la mia candidatura frutto di “una setta segreta” e ancora “riunione carbonara”, oltreché venire a conoscenza della costituzione di un altro Comitato di quartiere e visto l’atteggiamento degli amministratori presenti, HO DICHIARATO DI RIMETTERE IL RICONOSCIMENTO DI REFERENTE NELLE MANI DEL SINDACO. Dimissione e rimissione non hanno lo stesso significato. La dimissione è una scelta personale, la rimissione è una scelta fatta da altri.
    Tornando al tema di cui si tratta, Quale altro significato si può dare al comma C dell’art. 58 se si legge “modalità di pubblicizzazione delle votazioni e delle candidature” quando gli aderenti erano tutti presenti e non se ne sono trovati altri? Esempio lampante della latitanza di “interessati” è stata la presenza di una ventina di persone convenute alla riunione del 30 novembre (nonostante la presenza del sindaco e dell’assessore delegato), nonostante la pubblicizzazione con volantini buca per buca effettuata dallo scrivente con il contributo dell’amministrazione, a fronte di oltre 6.000 residenti. E non è detto che tutti i presenti fossero interessati ad aderire al Comitato.
    Altro punto che ritengo importante è dichiarare che lo scrivente è un ex attivista del movimento 5 stelle. Non mi risulta di aver chiesto la cancellazione al movimento e non mi risulta di essere stato espulso dal movimento. Il fatto di non partecipare alle riunioni del gruppo pinerolese sono ben note a tutti voi, ma vi assicuro che i valori del movimento sono ben radicate dentro di me.
    Cordialità
    Giosuè (Lello) Imprudente

  • Marco Dal Pozzo 4 dicembre 2017 at 9:29

    Un minimo di “debunking” sui fatti che conosco perché “io c’ero”:

    M5S Pinerolo: <>

    –> non si dice che, per dimostrare la vulnerabilità del regolamento, di Comitato “Le Macine” ne è nato un altro (per semplicità “Comitato 2”)
    –> non si dice che alla riunione del comitato, convocata con comunicato dell’Amministrazione Comunale, era presente il referente di questo secondo comitato
    –> si afferma il falso sulle ragioni che hanno portato il referente del primo comitato (per semplicità “Comitato 1”) alle dimissioni. Egli si è dimesso perché, dopo l’intervento del referente del “Comitato 2” e di altre due persone (che avevano fatto parte di un Comitato attivo a “Le Macine” fino a cinque anni fa, poi scioltosi) che hanno evidenziato le lacune del regolamento e la totale mancanza di coinvolgimento nella nascita del “Comitato 1”, prendendo atto che il suo Comitato non poteva più considerarsi rappresentativo dell’intero quartiere, ha voluto seguire la proposta degli Amministratori (Sindaco e Assessore) di azzerare la questione (Amministratori che hanno anche ipotizzato il ritiro della delibera, proponendo cioè esattamente quello che chiedeva la mozione delle opposizioni)

    M5S Pinerolo: <>

    –> si afferma il falso perché sono stati gli Amministratori (Sindaco e Assessore) ad aver proposto di azzerare le cose e riconvocare tutti a Gennaio (presumibilmente contattando i nomi che alcuni dei partecipanti hanno apposto ad un foglio che l’Assessore ha fatto circolare) utilizzando una procedura non prevista dall’attuale regolamento
    –> si tace poi delle ammissioni fatte dagli Amministratori circa la superficialità con cui è stata affrontata la vicenda

    Alcune considerazioni:

    – non avrei mai pensato che, per il Movimento 5 Stelle, una questione di democrazia diretta sarebbe stata definita di secondaria importanza
    – “minimo di democrazia” non può bastare. Fosse una semplice dichiarazioni di intenti sarebbe già preoccupante perché meglio sarebbe dire “massimo di democrazia”. Il fatto è che un regolamento già c’è e che quel “minimo di democrazia” viene in esso declinato in un modo che più fumoso non si potrebbe (questa vicenda lo dimostra)
    – non capisco come si possa dire di aver portato a termine un obiettivo stabilito: le modalità che hanno portato ad una ipotetica riconvocazione a Gennaio del comitato sono una ulteriore dimostrazione che il regolamento è assolutamente inutilizzabile (la pratica di raccogliere i nomi, di convocare una nuova assemblea non è prevista dal regolamento attuale)
    – non si trattava di bocciare il tentativo, più meritorio, di una Amministrazione che vuole coinvolgere direttamente i cittadini; si tratta di ascoltare la maggioranza dei cittadini che la stessa Amministrazione ha convocato il 30 Novembre, modificando il regolamento prima di Gennaio
    – mentire sulle ragioni delle dimissioni del referente del “Comitato 1” è il modo furbo che si vuole utilizzare per non ammettere che, forse, la mozione dell’opposizione che chiedeva il ritiro della delibera – proprio per come si è evoluta l’assemblea – aveva argomenti solidi

  • M5S PINEROLO 4 dicembre 2017 at 18:29

    Spettabile ing. Dal Pozzo,
    non abbiamo accennato alla Sua iniziativa perché questa non ha influito sull’andamento dei fatti descritti, ossia quelli che hanno indotto la diserzione dal Consiglio.
    Riteniamo che anche Lei dovrebbe evidenziare, per la stessa chiarezza che invoca, che:
    – Lei è molto vicino politicamente alla Consigliera Pazè, la più attiva nel condurre tutta questa operazione di contrasto al riconoscimento del comitato
    – Lei, per quanto detto e scritto, non pare aver intenzione di contribuire attivamente alla realizzazione di un Comitato che funzioni bene e sia al servizio dei cittadini, ma solo a denunciare le eventuali falle del Regolamento di partecipazione.
    Come ben evidenziato dal Sindaco durante la riunione, qualunque regolamento, per dettagliato e ben funzionante che sia, non riesce a difendersi da azioni condotte ad arte per mettere i bastoni fra le ruote.
    Lei potrebbe infatti creare dei comitati bis anche per realtà ben funzionanti e normate come quelle di Riva o a Baudenasca: chi glie lo impedirebbe? Potrebbe persino creare una Pro Loco 2! solo che queste realtà esistenti da molti anni non ne patirebbero come invece un comitato in fasce.
    Se invece abbiamo capito male, e i suoi intenti sono volti a costruire invece che ostacolare, La vedremo presto collaborare coi sui concittadini volantinando o con un rastrello/scopa in mano in uno dei giardinetti del quartiere Le Macine.
    In tal caso le Sue rimostranze acquisteranno una valenza positiva e glie ne daremo merito, scusandoci per averLa male interpretata.

    Detto questo veniamo alle Sue accuse di falso:
    – vista l’interpretazione autentica del referente qui sopra, né noi né Lei abbiamo capito a fondo quanto da Lui detto in riunione
    – visto che l’amministrazione non ha alcun potere né volontà di influenzare i comitati, “azzerare tutto e ricominciare” non era certo una imposizione ma un semplice suggerimento: ed infatti il referente non è dimesso (vedi sopra)
    -il senso del discorso del Sindaco è stato esattamente quello riportato: iniziare un percorso anche se non perfetto

    Le rinnoviamo l’invito fatto di persona a darci una mano sul tema che Lei dice di avere a cuore, la reale partecipazione dei cittadini. Se interessato sa dove trovarci. Grazie

    Cordiali saluti e buona Partecipazione!

    M5S Pinerolo

  • M5S PINEROLO 4 dicembre 2017 at 18:30

    Grazie Lello per le precisazioni.

  • Marco Dal Pozzo 4 dicembre 2017 at 21:17

    Vado per punti facendo una premessa: nei miei post e commenti su questa vicenda ho sempre cercato di tenere separati il racconto – sicuramente parziale, poiché mio, ma asciugato di ogni considerazione personale – dalle, per l’appunto, considerazioni personali. Una mia personale “policy” per confondere il meno possibile le idee a chi legge. In questa risposta, sotto questo punto di vista (e anche altri), invece, di confusione ne vedo tantissima.

    Spettabile ing. Dal Pozzo (–> va bene il formalismo, ma non esageriamo, dai…),
    non abbiamo accennato alla Sua iniziativa perché questa non ha influito sull’andamento dei fatti descritti, ossia quelli che hanno indotto la diserzione dal Consiglio.
    –> è su quanto è successo il 30 Novembre che ho avuto da dire. fatti che, se non sbaglio, sono tra quelli oggetto del post: se si racconta della serata del 30 Novembre, non si può tacere del secondo comitato

    Riteniamo però che anche Lei dovrebbe evidenziare, per la stessa chiarezza che invoca, che:
    – Lei è molto vicino politicamente alla Consigliera Pazè, la più attiva nel condurre tutta questa operazione di contrasto al riconoscimento del comitato
    –> non capisco con quale strano procedimento siate potuti giungere ad una simile conclusione: amicizie o parentele su Facebook? Con un minimo di “intelligence” sareste giunti a conclusioni almeno un po’ più prossime alla realtà, cioè decisamente diverse dalle vostre. Aggiungo che, anche se questa “insinuazione” fosse vera, non la riterrei per niente rilevante. Aggiungo che si sta usando un argomento “personale” che nulla ha a che vedere con il merito.

    – Lei, per quanto detto e scritto, non pare aver intenzione di contribuire attivamente alla realizzazione di un Comitato che funzioni bene e sia al servizio dei cittadini, ma solo a denunciare le eventuali falle del Regolamento di partecipazione.
    –> è falso. dopo aver detto che la mia è stata un’azione per dimostrare le debolezze del regolamento, ho anche detto – dopo la rinuncia del Referente del primo comitato e la proposta dell’assessore di convocare per Gennaio una assemblea in cui si ipotizzava una elezione del Referente (secondo una prassi migliore di quella prevista nel regolamento vigente) – che sarei stato disponibile, ma a patto che il regolamento fosse stato modificato. Ma anche questo è un argomento personale che nulla ha a che vedere con il nocciolo della questione: l’inadeguatezza del Regolamento. Il mio impegno è sulla proposta – fatta – di modifica del regolamento

    Come ben evidenziato dal Sindaco durante la riunione, qualunque regolamento, per dettagliato e ben funzionante che sia, non riesce a difendersi da azioni condotte ad arte per mettere i bastoni fra le ruote.
    –> la frase del Sinadco è stata: “invece di fare le pulci al regolamento, usiamo il buon senso per poterne aggirare le falle”. Il buon senso dovrebbe invece essere usato per tappare quelle falle. Ho dato i miei suggerimenti.

    Lei potrebbe infatti creare dei comitati bis anche per realtà ben funzionanti e normate come quelle di Riva o a Baudenasca: chi glie lo impedirebbe? Potrebbe persino creare una Pro Loco 2! solo che queste realtà esistenti da molti anni non ne patirebbero come invece un comitato in fasce.
    –> argomenti deboli. Aggiungo, come le ho già detto a voce che, per quanto possa sembrare un paradosso, il fatto che esistano comitati e realtà funzionanti dimostra che un Regolamento non era necessario

    Se invece abbiamo capito male, e i suoi intenti sono volti a costruire invece che ostacolare, La vedremo presto collaborare coi sui concittadini volantinando o con un rastrello/scopa in mano in uno dei giardinetti del quartiere Le Macine.
    –> argomento debole che travisa tutto è butta fumo negli occhi. Lo ripeto: io non discuto la bontà è in alcuni casi la necessità di avere comitati di quartiere, ma il metodo che il M5S ha voluto definire per farli nascere. Non vado nella “provocazione del rastrello” 😉

    In tal caso le Sue rimostranze acquisteranno una valenza positiva e glie ne daremo merito, scusandoci per averLa male interpretata.
    –> le mie rimostranze erano sul regolamento ed ho dimostrato, creandone un secondo, che il regolamento è (almeno in parte) inutilizzabile.

    Detto questo veniamo alle Sue accuse di falso:
    – vista l’interpretazione autentica del referente qui sopra, né noi né Lei abbiamo capito a fondo quanto da Lui detto in riunione
    –> la differenza è che voi l’avete capita proprio al contrario.

    – visto che l’amministrazione non ha alcun potere né volontà di influenzare i comitati, “azzerare tutto e ricominciare” non era certo una imposizione ma un semplice suggerimento: ed infatti il referente non è dimesso (vedi sopra)
    –> certo che era una proposta, ma il clima ha poi suggerito al referente del primo comitato di fare quello che poi abbiamo visto

    -il senso del discorso del Sindaco è stato esattamente quello riportato: iniziare un percorso anche se non perfetto
    –> benissimo: viste le contestazioni di metodo e sostanza che l’Amministrazione ha raccolto, io non lascerei cadere nel vuoto quei suggerimenti.

    Le rinnoviamo l’invito fatto di persona a darci una mano sul tema che Lei dice di avere a cuore, la reale partecipazione dei cittadini. Se interessato sa dove trovarci.
    –> ripeto: i suggerimenti lì ho dati. A Torino hanno inaugurato Decidi Torino. Basta copiare.

    Grazie
    Cordiali saluti e buona Partecipazione!
    M5S Pinerolo

  • M5S Pinerolo 4 dicembre 2017 at 22:24

    … quindi niente rastrello e tanti bei consigli. Ci dispiace, ma lo immaginavamo.

  • Marco Dal Pozzo 5 dicembre 2017 at 8:23

    …quindi niente risposte, ma tanta confusione. Peccato ma lo immaginavo.

  • giosuè 9 dicembre 2017 at 18:07

    Egregio signor Dal Pozzo.
    Secondo il mio modo di vedere, continuare a parlarsi addosso, si perde del tempo inutile che, data la mia età non posso perdere.
    Taglio la testa al toro e mi permetta di porle le seguenti semplici domande.
    Se fosse mia intenzione o di qualsiasi altro cittadino aderire al comitato dal lei appena costituito, mi potrebbe riferire se lo stesso è attivo ed aperto alla pluralità di cittadini o se esiste solo sulla carta? Se attivo ed aperto a tutti, è possibile venire a conoscenza del contenuto del verbale costitutivo prima di dare la propria adesione?
    Inoltre può indicarmi le modalità di iscrizione e come dove e quando ci si ritrova.
    Grazie per la gentilezza che vorrà adoperarmi
    Giosuè Imprudente

  • giosuè 11 dicembre 2017 at 10:40

    Egregio signor Dal Pozzo,
    Vista la celerità con cui si è adoperato per rispondere ai post qui pubblicati, speravo in una sua cortese risposta di quanto precedentemente chiesto. Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Cortesia non ancora ricevuta.
    Le scrivo qui perché non avendo riferimenti per contattarla, (il Movimento mi scuserà), per segnalarle che da diversi giorni l’illuminazione pubblica in parte del quartiere LE MACINE è spenta. Ora nella sua qualità di referente la invito a prendere contatti con gli Uffici preposti al fine di mettere termine a questo disguido.
    Per qualsiasi delucidazione può contattarmi al seguente indirizzo: comitato.lemacine@gmail.com. Il suo?
    Cordialità
    Giosuè Imprudente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *