A PINEROLO L'ACQUA E' PUBBLICA

25 Febbraio 2011

Da questa settimana anche a Pinerolo l’acqua è pubblica. Il Consiglio Comunale ha deliberato  che la gestione del servizio idrico deve essere pubblica. Lo ha fatto, come tanti altri comuni in Italia, modificando lo statuto comunale ed inserendo importanti frasi come “l’erogazione del servizio esclusivamente mediante enti o aziende interamente pubblici” affermando di “assicurare il diritto universale all’acqua potabile“, a “considerare l’acqua un bene comune non privatizzabile e di conseguenza il servizio idrico integrato come privo di rilevanza economica“.

La delibera è stata approvata all’unanimità dopo un lungo dibattito in cui si sono sollevati non pochi dubbi, sopratutto per il timore di violare la legge vigente che prevede la privatizzazione obbligatoria entro la fine del 2011 di almeno il 40% del servizio, attualmente pubblico.
La Giunta, però, ha correttamente ribadito che modificare lo Statuto è prima di tutto un forte messaggio politico, una pretesa di autonomia che i Comuni devono sostenere e che anche le direttive comunitarie gli attribuiscono. Proprio l’indicazione della Comunità Europea è stato il fattore determinante a convincere la minoranza di centro-destra. L’anomalia, pensiamo, è frutto dei legislatori italiani, molto lenti a recepire le direttive virtuose e molto abili a interpretare a piacimento le altre.

Il consigliere che nella serata ha sollevato più polemiche è stato Tullio Cirri che, nonostante alla fine abbia votato a favore, ha continuato a sostenere che con l’entrata in vigore della legge si privatizza solo il servizio e che l’acqua rimarrebbe comunque pubblica. Con queste affermazioni ha mostrato di non rendersi conto che dando in mano il servizio ad un privato si creerebbe un monopolio naturale. La privatizzazione dell’acqua, giustamente come dice lui, sulla carta non esisterebbe ma purtroppo lo diventerebbe di fatto.

Anche la coalizione di centro-destra non si è fermata a considerare tutta la questione come puramente ideologica ma ha capito finalmente che la gestione pubblica del servizio idrico è l’unica soluzione possibile per questo bene prezioso ed indispensabile. Altra motivazione è la volontà di salvaguardare la nostra azienda Acea, tra le più sane del territorio e con la  terza tariffa più bassa in Italia.

Facciamo i nostri complimenti all’attuale amministrazione comunale che su questi  temi ha saputo mostrarsi ferma, decisa e compatta, ringraziamo anche la minoranza perché senza il loro voto responsabile non si sarebbe arrivato ai 2/3 di voti favorevoli necessari per la modifica dello Statuto.

Ci auguriamo infine che la battaglia non si esaurisca qui ma che tutte le forze politiche pinerolesi invitino i propri cittadini ad andare a votare i prossimi referendum sull’acqua e soprattutto di votare SI.

Due SI per l’acqua pubblica!

Luigi per M5S

No Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *