ACEA: VERSO LA PRIVATIZZAZIONE DEL TELERISCALDAMENTO E DEI RIFIUTI?

19 Dicembre 2011

Volentieri pubblichiamo uno spunto dell’amico Luca sulla questione della privatizzazione mediante conferimento di ramo d’azienda “ciclo dei rifiuti” e “teleriscaldamento”, in discussione già domani sera in Consiglio (ore 20). Invitiamo tutta la cittadinanza attiva ad assistere i lavori del Consiglio in quanto, è un dato di fatto, sono tanti i lati oscuri che caratterizzano questa decisione.

Constatiamo inoltre che, con somma ipocrisia, alcune forze politiche che appena 5 mesi fa esultavano in piazza per la vittoria del SI al referendum del 12 e 13 giugno, oggi intendono ignorarne il mandato politico, procedendo ancora una volta alla privatizzazione di servizi pubblici fondamentali.

Di seguito lo spunto di riflessione a cura di Luca Beltramone, che ringraziamo calorosamente per la competenza e la passione che ogni volta dimostra.

 

La nuova disciplina stabilisce che l’affidamento del servizio pubblico
locale di rilevanza economica (eccetto il servizio idrico integrato)
se superiore a 900.000 Euro, dovrà avvenire alternativamente o
attraverso una gestione concorrenziale del servizio o imponendo
all’ente pubblico di aprirsi al privato.
Nel primo caso si genererà un mercato concorrenziale in cui accanto al
soggetto pubblico opereranno uno o più soggetti privati. Nel secondo
caso la gestione del servizio verrà affidata a società miste pubbliche
e private. Il socio privato dovrà essere scelto, con gara pubblica,
tra soggetti con comprovate capacità ed esperienza nella gestione del
servizio e la partecipazione del privato dovrà essere superiore al 40%
del capitale sociale.
In base a questo scenario Acea Pinerolese Industriale S.p.A. vorrebbe
creare due nuove S.r.l. (una per la gestione del ciclo dei rifiuti ed
una per la gestione del teleriscaldamento)attraverso un conferimento
di due rami d’azienda.
Data l’importanza dell’operazione mi chiedo perchè il nostro consiglio
comunale, entro il 23/03/2011, debba approvare questa operazione di
riorganizzazione industriale quando il termine legale è fissato al
31/03/2012. Perchè non è stato dato tempo ai nostri consiglieri di
valutare se per l’utente/cittadino non fosse stato meglio generare un
mercato concorrenziale? Mi sembra manchi della trasparenza.
Dalla nota integrativa di Acea Pinerolese Industriale S.p.A. compare
nel prospetto relativo alla ripartizione dei ricavi per singolo
settore di attività che il ricavo derivante dalla gestione del
teleriscaldamento, relativo all’esercizio 2010, è pari a 407.174 Euro.
Non essendo superiore al limite di 900.000 Euro non capisco il motivo
per cui scorporare questo ramo d’azienda per gestirlo singolarmente
rispetto alle altre attività.
Dal punto di vista tecnico attraverso l’operazione di conferimento dei
due rami d’azienda nelle due nuove S.r.l., Acea Pinerolese Industriale
S.p.A. deterrà il 100% del capitale sociale delle due costituende.
Sarà l’unico socio. Deciderà la strategia relativa all’ingresso del
socio privato nel capitale delle due società destinate alla gestione
del ciclo rifiuti e del teleriscaldamento. Sulle scelte di politica
industriale delle due S.r.l. i Comuni ed in particolar modo il Comune
di Pinerolo, principale azionista di Acea Pinerolese Industriale
S.p.A., verranno superati dalla stessa S.p.A. Il Comune di Pinerolo,
sulle due nuove S.r.l., verrà privato di decidere in merito:
– all’approvazione del bilancio ed alla determinazione della
distribuzione degli utili;
– alla nomina dell’organo amministrativo;
– alla nomina dei componenti del collegio sindacale;
– alla modifica dell’atto costitutivo.
Se il nostro consiglio comunale approvasse l’opzione di aprire la
società pubblica al capitale privato perchè non procedere con una
scissione dei due rami d’azienda al posto del conferimento?
Il risultato sarebbe il medesimo per quel che riguarda la creazione
delle due S.r.l.. La differenza sta nel fattto che la proprietà
resterebbe in mano ai Comuni. In questo modo continuerebbero ad essere
i Comuni a decidere su: approvazione bilancio e determinazione della
distribuzione dei dividendi, nomina dell’organo amministrativo, nomina
dei componenti del collegio sindacale e modifiche relative all’atto
costitutivo.
E’ vero che col conferimento, per via della disciplina relativa alla
direzione e coordinamento, i Comuni eserciterebbero sempre una qualche
influenza indiretta sulle attività relative alla gestione dei rifiuti
ed alla gestione del teleriscaldamento. Ma quel che più mi lascia
perplesso e che i Comuni perdano la proprietà diretta di due servizi
così fondamentali per la collettività.

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