Appello per una mobilitazione contro l’inceneritore di Torino

8 Giugno 2010

Come molti sanno, a febbraio, il comune di Torino ha deciso di avviare formalmente i lavori di costruzione dell’inceneritore di Torino, situato al Gerbido, nella prima cintura sud-ovest.
Secondo i progetti ufficiali i lavori dovrebbero durare circa tre anni; questo impianto costerà, sempre secondo i dati ufficiali, circa 500 milioni di euro (il costo di tre ospedali), tutti ricavati da fondi pubblici. Recentemente il progetto è stato sovradimensionato per arrivare a bruciare 500.000 tonnellate all’anno di rifiuti, cioè il quantitativo prodotto da tutta la provincia di Torino e oltre; perciò, per funzionare, l’inceneritore dovrebbe viaggiare a pieno regime ed occorrerebbe quindi  sostenere la produzione di rifiuti o importarli, distruggendo di fatto qualsiasi eventuale politica virtuosa di gestione degli stessi (come ad esempio, la raccolta differenziata, che a Torino attualmente non supera il 40%, è stato dimostrato poter arrivare all’80%).
Innumorevoli convegni, trattati, studi, in Italia e nel mondo, hanno dimostrato l’altissima nocività dei fumi provenienti dagli inceneritori, in quanto contengono diossine, polveri sottili e un mix di sostanze tossiche che inquinano tutto l’ambiente in maniera perenne per un raggio di decine di Km, contaminando animali, allevamenti, coltivazioni, esseri umani e provocando gravi rischi di tumori e malattie varie. Inoltre Torino,  a causa della propria conformazione morfologica (la città si trova in una sorta di conca, essendo circondata da colline) tratterrebbe i fumi nocivi, i quali andrebbero ad incrementare gli elevati livelli di smog già presenti.
L’incenerimento trasformerebbe circa il 20% dei rifiuti in ceneri altamente tossiche da smaltire e,  a tuttora, non vi è neanche un piano di smaltimento.
Sappiamo benissimo che le alternative ci sono e sono anche già collaudate, fino ad arrivare a produrre rifiuti zero tra raccolta differenziata, riduzione alla produzione, riuso e tecnologie di recupero a freddo.
La decisione di costruire l’inceneritore, distruttiva sia per l’ambiente sia per la società, si affianca alla costruzione di altre “grandi opere” che si prefigurano in Piemonte, come il TAV, il nucleare, la Tangenziale Est, la privatizzazione dell’acqua, i grattacieli; tutte opere volute dalla classe dominante perchè procurano grandi profitti, mettendo in moto ingenti quantità di capitali sfruttando l’ambiente (e gli esseri umani).
Dato lo stato di crisi in cui si trova l’attuale sistema economico, la fame di profitti spinge verso questo genere di scelte, devastanti per il territorio e per tutt* noi che lo viviamo e sentiamo l’esigenza di una vita ed un futuro dignitoso per tutt*.
Per questo lanciamo un appello ad unirvi a noi per costruire una mobilitazione, sotto forma di presidio, davanti al Comune di Torino per il giorno lunedì 14 giugno, dalle ore 16.30 alle ore 19.30, durante la seduta del Consiglio Comunale. Tramite il presidio intendiamo:
-dare un segnale forte e ribadire che i lavori di costruzione dell’inceneritore devono essere immediatamente e assolutamente fermati;
-sollecitare il comune affinchè si attivi fin da subito ad avviare un piano di raccolta differenziata porta a porta;
-comunicare che vogliamo una gestione dei rifiuti a misura d’uomo ed ecosostenibile;
-mettere in chiaro che siamo contro tutti gli sprechi, le devastazioni e le nocività e siamo e saremo sempre pronti ad opporci.

Lunedì 14 giugno ore 16.30
Piazza Palazzo di Città – Torino – davanti al comune
PRESIDIO

Attivist* No Inceneritore Si rifiuti zero
contatti: conoincto@gmail.com

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