APRE LO SPORTELLO DEL TESTAMENTO BIOLOGICO

6 Marzo 2011

L’articolo è stato aggiornato il 08/03/2011 con il nostro resoconto, clicca qui.

L’associazione “Valore Laicità A. Barbero” e la Chiesa valdese di Pinerolo sono i due promotori del registro e sportello gratuito e aperto a tutti, sulla falsariga di quelli già aperti dalla chiesa valdese a Milano, Torino, Roma, Padova.

C’erano quasi 150 persone l’altra sera, martedì 1° marzo, all’incontro di presentazione di «Liberi di scegliere, campagna per la compilazione e la raccolta dei testamenti biologici», l’iniziativa che prevede l’apertura il secondo e il quarto mercoledì del mese, a partire dal 9 marzo prossimo, di uno sportello e registro per il testamento biologico nei locali della Chiesa valdese di via dei Mille 1 a Pinerolo.

L’associazione A. Barbero, costituita l’8 febbraio scorso per iniziativa del gruppo che da due anni nel Pinerolese opera sui temi della tutela e della promozione dei diritti con particolare riguardo alla difesa del diritto di scelta da parte di ciascuno sul fine vita, in collaborazione e su input del Concistoro della Chiesa Valdese di Pinerolo, promuove infatti «una campagna di compilazione del testamento biologico e una raccolta dei documenti con idonea registrazione e conservazione presso un ufficio che è stato individuato in via Dei Mille, 1 a Pinerolo in un locale attiguo al tempio valdese».

«La cosa che ci turba di più è che la salute da diritto sta diventando una merce» ha detto nel corso dell’incontro Elio Salvai Presidente dell’associazione Barbero, che ha poi sottolineato come «il dibattito sui temi della gestione del fine vita appare ora particolarmente urgente in relazione alla prevista imminente discussione alla Camera del ddl Calabrò approvato in tutta fretta al Senato nel 2009 a pochi mesi dalla morte di Eluana Englaro, ddl che toglie qualsiasi possibilità di rispetto delle scelte dei singoli (con obbligo di alimentazione ed idratazione forzata) ed è tra l’altro in contrasto con la Costituzione».

Per parte sua l’avv. Sergio Gentile, che a Milano ha seguito una analoga iniziativa promossa dalla Chiesa valdese, dopo aver ripercorso le tappe che hanno portato alle scelte e all’avvio del percorso della creazione degli sportelli non solo a Milano ma anche attraverso differenti canali a Torino, Roma, Padova e altre città italiane, ha evidenziato il «valore del testamento biologico: un valore politico, di scelta per i diritti nel rispetto delle idee di tutti». Gentile poi ha presentato «tecnicamente» la procedura predisposta per la stesura e l’applicazione del testamento biologico. «Una procedura che prevede anche l’importante figura di un “fiduciario” che scelto dall’estensore del testamento, dovrà “difendere”, se del caso, nel momento dell’eventuale applicazione le volontà espresse». Un percorso di scelta e di affermazione di questa quindi quella del testamento biologico.

«Compilare il proprio testamento biologico – ha detto il pastore valdese di Pinerolo, Gianni Genre – vuol dire riaffermare il diritto di scelta senza imporre a nessuno una visione del mondo o una etica particolare. Vuol dire affermare il diritto di decidere».

«Del resto – ha concluso Davide Rosso, presidente del Concistoro della Chiesa valdese di Pinerolo – proprio di libertà della persona si sta parlando. Di una persona non in vita solo “biologicamente”, ma capace di relazioni, come affermato anche nell’atto sinodale del 2007, una persona quindi in grado di scegliere. L’impegno della nostra Chiesa va proprio in questa direzione, cioè quella di batterci per i diritti di tutti. In questo nostro agire non c’è intento polemico ma volontà di garantire il diritto di scegliere nella libertà. Come cittadini laici ci auguriamo che presto la mozione per il testamento biologico che da tempo il Consiglio comunale di Pinerolo ha all’ordine del giorno, e che “non riesce” ad arrivare in aula, venga messa in discussione e trovi una maggioranza a sostenerla».

Lo sportello per il testamento biologico sarà aperto dalle 17 alle 19 del secondo e quarto mercoledì del mese nei locali della Chiesa valdese di via dei Mille 1 a Pinerolo, si comincia il 9 marzo.

Un ringraziamento a Simona per il resoconto della serata

Il nostro resoconto

Poter scegliere e decidere cosa ne sarà di me stesso nell’eventualità che io mi ammali ed entri in uno stato vegetativo: gestire il mio corpo anche quando non avrò più la capacità di ragionare.
Vi sembra questa una possibilità al di fuori dei diritti di un cittadino? In Italia la si vorrebbe escludere con il disegno di legge Calabrò, ossia la proposta di impedire per legge l’interruzione delle cure e dell’alimentazione forzata anche in caso di chiara espressione della volontà del malato, proposto dalla maggioranza in Parlamento.

A contrastare questa proposta che negli altri paesi occidentali sarebbe vista come un attacco insopportabile alle libertà personali , a Pinerolo, si schiera l’Associazione “Valore Laicità Alberto Barbero” che sull’argomento ha organizzato martedì 1 marzo 2011 una serata di presentazione sul tema testamento biologico e sull’apertura di uno sportello, in collaborazione con la Chiesa Valdese, dove raccogliere e registrare le Disposizioni Anticipate di Trattamento fine vita (DAT). Lo sportello è aperto il secondo e il quarto mercoledì del mese nei locali della Chiesa valdese di via dei Mille 1 a Pinerolo.
I pinerolesi si sono mostrati molto sensibili all’argomento: il Salone dei Cavalieri è stracolmo di persone.
L’argomento più in generale riguarda la laicità dello Stato e come tale vicino alla sensibilità del MoVimento 5 Stelle, pronto a dare risalto ed eventuale supporto ad una iniziativa che va incontro alle reali necessità della gente.
A parlarci dell’argomento, con una semplicità e capacità esplicative invidiabili, sono il pastore della Chiesa Valdese di Pinerolo Gianni Genre, il professor Elio Salvai presidente dell’Associazione e l’Avvocato Sergio Gentile di Milano facente parte del Concistoro di Milano e esperto legale dell’iniziativa.
Doveva esserci Anche Beppino Englaro, ma problemi di salute, dovuti anche alle numerosissime conferenze a cui si sottopone, ne hanno impedito l’arrivo. Chi sia Beppino Englaro probabilmente lo sanno tutti: è il padre di Eluana, la ragazza in stato vegetativo per decenni , per la quale ha condotto quella grande battaglia di civiltà che ha portato finalmente alla possibilità riconosciuta dalla Corte Costituzionale di poter interrompere l’alimentazione e idratazione forzata. Sia chiaro: la sua grandezza non sta nell’aver fatto la scelta di dire basta al trattamento: in innumerevoli casi si giunge a questa conclusione nel silenzio di un ospedale o di una clinica. Beppino Englaro invece ha fatto questa dolorosa scelta pubblicamente affrontando anni di azioni legali e interventi presso le varie corti affinchè questa possibilità fosse riconosciuta dalla giurisprudenza e quindi dalla legge.
Il professor Salvai ha posto l’attenzione sul momento difficile nel quale questo disegno di legge si colloca. E’ un contesto pesante dove alcune dei diritti fondamentali dei cittadini, come il diritto alla salute, vengono minati dai tagli o da interventi di questo tipo. Interventi che rasentano il limite della costituzionalità o lo oltrepassano.
Il fatto che si tenda ad affermare il concetto dell’indisponibilità della propria vita e che il medico debba disattendere le volontà accertate del paziente danno a questo DDL una chiara parvenza di incostituzionalità. Ma l’azione è strumentalmente e predisposta per accattivarsi le simpatie del Vaticano, come, per altro, molte analoghe azioni riguardanti diritti personali e scuola pubblica. Azioni e iniziative che assumono connotati “da avvoltoio” quando si arriva ad organizzare la “giornata della vita” il 9 febbraio, anniversario della morte di Eluana.

Ma è l’avvocato Gentile che ci spiega in concreto come si può fare per dare una certezza giuridica ai propri voleri in tema di fine vita e diventare così inattaccabili da azioni come quella in discussione al Parlamento: compilare e consegnare la Dichiarazione Anticipate di Trattamento (DAT) che al momento della consegna allo sportello dovrà essere firmato dal dichiarante di fronte a 3 testimoni . Lo sportello si occuperà di conservare la dichiarazione e renderla disponibile al momento del bisogno.
Che validità hanno queste DAT?: sicuramente di tipo politico e di pressione. Ma anche un efficacia giuridica. Il problema infatti non è affermare che ognuno ha il diritto di rifiutare le cure proposte, anche se il rifiuto mette a rischio la propria vita, perché questo è sancito dagli artt della Costituzione che trattano dell’inviolabilità della libertà individuale (art 13 e 32) ma di dare certezza sulla propria volontà e di indicare il proprio fiduciario che dovrà portare avanti le intenzioni custodite nella dichiarazione.
La sentenza Englaro è esplicativa: pure in assenza di un documento scritto si è potuto risalire alle intenzioni di Eluana grazie alle sue esternazioni fatte in pubblico in relazione ad un caso dove un suo amico vittima di un incidente era in stato vegetativo permanente.
Il successo inatteso di questa iniziativa a Milano, prima città a sperimentare lo sportello, è sorprendente. Chi ha lavorato per questo progetto, se non orgoglioso, è sicuramente soddisfatto per la gratitudine che la gente manifesta, chiaro sintomo di aver coperto una reale necessità che avrebbe dovuto, è chiaro a tutti, essere di competenza pubblica.
L’iniziativa è gratuita e pur partendo per iniziativa e con l’indispensabile supporto logistico della Chiesa Valdese è aperta a tutte le confessioni: a Milano, dove si sono raggiunte le 500 DAT, spesso si possono riscontrare nelle ultime volontà indicate dal dichiarante la richiesta di usufruire del sacramento dell’Estrema Unzione, chiaro sintomo che fra i dichiaranti vi sono molti cattolici osservanti.

L’accanimento delle correnti di pensiero favorevoli all’introduzione del divieto di interrompere l’alimentazione forzata e più in generale delle cure pare del tutto contraddittoria quando la si confronta con la realtà dei tagli sulla sanità ed alla conseguente minor assistenza sanitaria o alla sostanziale assenza di ricerca nel campo delle cure per le malattie rare. E’ da sottolineare tra l’altro che la proposta Calabrò non ha raggiunto parere favorevole dalla commissione bilancio per la mancata copertura finanziaria.
Anche l’osservazione proveniente dalla platea sottolinea questo atteggiamento contraddittorio: in realtà anche la Chiesa Cattolica si è espressa in modo chiaramente favorevole ai concetti che animano l’Associazione e la Chiesa Valdese. Recita infatti il Catechismo della Chiesa Cattolica al comma 2278: “L’interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’accanimento terapeutico. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente”
Altro interessante intervento ha posto l’attenzione sul dubbio inquietante che azioni tipo DDL Calabrò subiscano pressioni di tipo “commerciale” , visti gli alti costi che tali trattamenti comportano.
Alcuni dati statistici condotti dall’Associazione dei Chirurghi Italiani fra i loro associati è illuminante su cosa pensa una categoria a diretto contatto col problema in questione: il 70% degli intervistati ritiene che il DAT dovrebbe essere vincolante; il 73% è contrario all’imposizione dell’idratazione e alimentazione, percentuale che arriva al 90 in presenza di una dichiarazione certificata; 3 chirurghi su 4 sono propensi all’obiezione di coscienza.
Ne l’Associazione Valore Laicità A.Barbero ne la Chiesa Valdese conducono questa azione per contrapporsi alla Chiesa Cattolica. L’impegno è incentrato sulla laicità e sulle indisponibili libertà dell’individuo .
Il MoVimento 5 Stelle Pinerolo è con loro.

Giorgio per MoVimento 5 Stelle Pinerolo

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