CIP 6

21 Luglio 2010

Riporto il resoconto della riunione che ha visto l’associazione Diritto al Futuro intervenire di fronte all’Authority per l’Energia riguardo alla Vertenza Nazionale CIP6. Ricordo brevemente che i CIP6 sono contributi pari al 7%  della bolletta dei cittadini (oggi Certificati Verdi) dedicati alla sovvenzione delle energie rinnovabili. A causa di una “furbata” legislativa, sono però stati dirottati in gran parte verso impianti come inceneritori di rifiuti e di scarti petroliferi.  Da qui la vertenza che chiede la restituzione ai cittadini dei contributi illecitamente versati (a proposito è aperta da tempo indagine della Commisione Europea).

L’Italia ha fatto poi marcia indietro escludendo i contributi per i nuovi impianti. Ma l’inceneritore di Torino è riuscito ad ottenere una deroga in extremis, grazie a intervento bipartisan di parlamentari PD, PdL e Lega. Correva l’anno 2009. Senza questi contributi illeciti (è ancora questione di denaro, si capisce), non staremmo neppure a parlare di questo impianto che è un attentato alla salute e all’ambiente e avremmo considerato soluzioni serie e più lungimiranti.

Segue il riassunto dell’audizione.
La Vertenza Nazionale contro i CIP 6: Un Successo

Presso la biblioteca del CNEL in Roma, lunedi e martedi scorso, si tenuti i due giorni di audizioni periodiche volute dall’€™AEEG.
Diritto al Futuro, unica associazione ambientalista presente, era iscritta tra i relatori. Gli interventi che ci precedono, probabilmente ispirati dalle vicende politiche innescate dalla presenza dell’€™articolo 45 nella finanziaria in corso di approvazione, evidenziano un denominatore comune nell’€™individuare nei sussidi di Stato, (CIP 6 e Certificati Verdi) un elemento di criticità insuperabile per lo sviluppo delle fonti di energie rinnovabili ed anzi, apertamente definiti dal dott. Colella di Federconsumatori veri e propri regali€ di Stato alle assimilate.
Giunto il turno di Diritto al Futuro, il Presidente Ercolini, con chiarezza e determinazione aggiorna l’€™Autorità sugli sviluppi della Vertenza Nazionale contro i CIP 6, l’€™avvio era stato annunciato lo scorso anno, comunicando che, dopo aver espletato i formali inoltri ai vari soggetti interessati, entro fine anno partiranno le prime cause. In molti prendono nota quando si comunica che la Vertenza è condivisa e sottoscritta, con tanto di delibera, anche da diversi enti locali (municipalita’, province e comuni).
La conclusione è riservata proprio all’articolo 45 ed all’€™augurio che tutti gli ambientalisti che ripudiano gli inutili regali€ di Stato, sappiano prenderne spunto e trasformarlo in una proposta di Legge di iniziativa popolare con la quale azzerare l’attuale sistema e proporne uno alternativo veramente sostenibile. Successivamente al nostro intervento la parola è passata ai rappresentanti dei petrolieri che, senza sorprenderci, hanno manifestato posizioni diametralmente opposte alle nostre. Per quanto emerso dagli interventi ascoltati e l’apprezzamento manifestato dai presenti per il nostro, ci confermano che la strada intrapresa e perseguita da Diritto al Futuro è quella maestra e che la Vertenza Nazionale contro i CIP 6 è il nervo scoperto che nessuno, prima d’€™ora, aveva osato toccare.
20 luglio 2010
Bruno Ghigi
Referente per il Lazio di Diritto al Futuro

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