Green Economy

25 Ottobre 2010

Resoconto dell’incontro del 21 ottobre scorso intitolato “Green Economy, facciamo crescere un nuovo mondo”.
La serata è stata organzizzata dall’Associazione Ecologista per la Sostenibilita’ e prevedeva gli interventi di Alfonso Pecoraro Scanio ex Ministro dell’Ambiente, On Giorgio Merlo Camera dei Deputati, Lido Riba Presidente UNCEM, Paolo Covato Sindaco di Pinerolo, Dario Bergoglio Ecoenergiambiente Pinerolo, Stefano Garnero Energica Cavour, l’Assessore regionale al Lavoro Claudia Porchietto.

Malgrado le premesse la serata ha evidenziato una sostanziale vicinanza di sensibilità fra i relatori intervenuti ieri sul tema della Green Economy ed il mondo 5 Stelle, sia sul piano della diagnosi della situazione attuale e delle varie e gravose problematiche che affliggono il territorio sia sotto l’aspetto economico che ambientale, sia delle proposte (quasi tutte) suggerite per contrastare la situazione descritta.
Certo che a giudicare dai relatori invitati la suddetta convergenza non sembrava a priori così scontata.
Per fortuna le poco rimpiante assenze dell’on. Merlo e dell’assessore regionale Claudia Porchietto lasciano spazio ad alcuni interventi interessanti, in alcuni casi direi emblematici, di quelli che potremmo portare ad esempio nelle nostre battaglie.
Facciamo riferimento all’intervento di Stefano Garnero, giovane project manager della ditta Energica di Cavour, che racconta la sua esperienza quando abbandonata l’azienda industriale di grandi dimensioni in odore di smantellamento si butta non sulla commercializzazione o posa consulenza di pannelli FV, ma proprio sulla loro produzione, ottenendo un imprevisto successo commerciale e occupazionale.
Anche lo strumento scelto e suggerito per tentare un cambio di rotta, la così detta Green Economy, ci pare convincente soprattutto se corroborata dall’esempio pratico di inizio serata.
E’ proprio su questo punto che convergono tutti gli interventi (e pure la nosta sensibilità): creare occupazione e reddito con un’attività sostenibile non solo dal punto di vista ambientale ma anche e soprattutto economico.
In sostanza: non fare dell’ambiente una sola battaglia ideologica che, per quanto nobile, non ha la possibilità di affermarsi (vedi la parabola discendente dei vari partiti verdi in Italia) ma farne una seria proposta di sviluppo economico ed occupazionale, a cominciare dal Pinerolese.
L’intervento dell’ex ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio è stato tutto incentrato su questo punto, a partire dalla sua attività nello scorso governo di centrosinistra dove è stata introdotta l’incentivazione alla produzione di energia da fonte rinnovabile che ha portato la potenza installata da 50 MV a 2000 MV in pochi anni, anche se, ovviamente, non si nasconde il fatto che per poter ottenere questi risultati c’è bisogno dell’intervento pubblico.
Tutti i temi toccati nel suo intervento sono in linea con quanto si legge su tutti i blog dedicati, a cominciare da quello di Beppe Grillo, quindi: no a impianti fotovoltaici su aree verdi, impianti che sfruttino le biomasse solo se inferiori al MegaWatt, prospettive del microeolico, efficienza energetica, cooperative forestali come salvaguardia del territorio e prevenzione del dissesto idrogeologico con conseguente aiuto al turismo.
Il più convincente intervento della serata è stato quello di Massimo Marino ex assessore regionale degli anni 90 (l’unico assessore verde che il Piemonte abbia espresso) che ha focalizzato la sua e la nostra attenzione sulla necessità di cambiare tutto il modello culturale attuale per poter ottenere i risultati sperati. E poi consumo di prodotti a “km zero”, assoluta inutilità della TAV, informazione controllata. Anche qui niente di nuovo ma sentirselo ripetere e con argomenti e una viva intelligenza è sempre confortante.
Le novità, almeno per alcuni di noi, vengono da alcuni miti sfatati su superabilità del problema “scorie nucleari” ed efficacia del modello nucleare francese.
Il suo intervento si conclude con un’affermazione dura: stiamo per assistere ad una guerra fra il “modello cemento” ed il modello “green economy” che non sono più compatibili e lo saranno sempre meno. Per far vincere il secondo ci va una grossa alleanza fra soggetti economici, politici e culturali.
Una rivoluzione “culturale” che noi siamo abituati a leggere e sentire in tutti i momenti targati M5S.

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