Partecipazione: in sei mesi il Movimento porta a casa il primo passo di un risultato atteso 25 anni

4 Febbraio 2017

Nella notte fra giovedì 2 e venerdì 3, il Consiglio Comunale ha approvato, con i voti del “MoVimento 5 Stelle” e di “Pinerolo in Comune”, le modifiche allo Statuto del Comune inerenti gli istituti di partecipazione. Si tratta di modifiche propedeutiche all’approvazione del Regolamento attuativo. Un passo importante per la nostra Città e per la democrazia in generale. Crediamo sia opportuno fare una piccola cronistoria per comprendere appieno l’importanza di questo passaggio.

Lo Statuto comunale fu approvato in prima battuta nel 1992, come adempimento alla legge 142 del 1990 sull’“Ordinamento delle autonomie locali”. Quello statuto contemplava già alcuni istituti di partecipazione, quali i referendum comunali, e tuttavia demandava l’attuazione di tali principi ad un apposito regolamento. Tale regolamento non approdò mai in Consiglio Comunale. Successivamente, nel 2001, lo Statuto fu oggetto di una revisione e di un ampliamento degli istituti di partecipazione, sempre con il vincolo di demandare al regolamento comunale l’attuazione. Nel presentare le proposte di modifica, l’allora sindaco Alberto Barbero e l’allora consigliere Elvio Rostagno, vollero esprimere l’auspicio di una rapida approvazione di tale regolamento, che attendeva da nove anni di vedere la luce. Il tempo passò, e le successive Amministrazioni non ritennero prioritaria la questione. Nell’ultima consiliatura, infine, alcuni gruppi della minoranza (SEL, M5S, IdV) elaborarono una bozza di regolamento proponendone la discussione, ma tale iniziativa si impantanò nelle Commissioni.

Sono passati esattamente venticinque anni dalla prima approvazione dello Statuto. Venticinque anni nel corso dei quali l’auspicio di tradurre in realtà i principi di partecipazione popolare previsti dallo Statuto è rimasta lettera morta. Venticinque anni: cinque Consigli Comunali, quattro sindaci (Livio Trombotto, Alberto Barbero, Paolo Covato, Eugenio Buttiero). In sostanza, una generazione cresciuta senza strumenti di partecipazione popolare.

Noi crediamo che la democrazia si traduca in realtà quando ai cittadini viene data fiducia, quando ai cittadini è data l’opportunità reale di incidere sulle scelte della comunità nella quale abitano, sperano e fanno progetti di vita. Ecco perché, prima di discutere del regolamento, abbiamo creduto necessario ripensare ad alcuni principi guida: per introdurre nuove forme di partecipazione popolare (referendum propositivi), per ampliare la base di partecipazione popolare (abbassamento del quorum dei referendum), per rendere più democratiche altre forme di consultazione popolare (consulte di cittadini al posto delle consulte di associazioni).

La discussione in Consiglio è stata lunga. La maggioranza del “MoVimento 5 Stelle” ha dimostrato aperture sostanziali alle proposte della minoranza, come peraltro già avvenuto nelle precedenti Commissioni consiliari. E’ doveroso rivolgere un ringraziamento alla consigliera Enrica Pazè e al gruppo che rappresenta per almeno due ragioni. Anzitutto per aver dato un contributo fattivo alla revisione dello Statuto con un atteggiamento di alto profilo, incarnando in pieno quello che è il ruolo di un consigliere: suggerire, controllare, correggere l’attività amministrativa. In secondo luogo, per l’onestà intellettuale dimostrata, non priva di rimbrotti da parte dei suoi colleghi di minoranza, perché ha colto le aperture mostrate dalla maggioranza.

Non vogliamo nascondere invece la grande delusione della chiusura da parte delle altre forze politiche.
Nel corso della discussione è emersa una forte perplessità sulla natura delle consulte comunali, peraltro già previste nello statuto del 2001. In particolare PD e Sinistra Solidale Pinerolo hanno chiaramente fatto intendere che non avrebbero votato lo Statuto qualora l’impianto delle consulte fosse rimasto come quello proposto.
Nell’ottica di una massima condivisione, e sebbene ritenessimo la non condivisione di un solo istituto fra i tanti introdotti sufficiente per non aderire, si è infine deciso di votare un emendamento della minoranza che di fatto riapre la discussione in merito. L’obiettivo era rimuovere l’ultimo ostacolo che impediva alla minoranza di convergere sul teso. Risultato? PD e Sinistra Solidale Pinerolo non hanno comunque votato il nuovo Statuto.
Questo fatto ha, se non altro, il merito di rivelare la reale natura pregiudiziale da parte della sinistra. Se la destra non ha minimamente mostrato interesse all’argomento “partecipazione”, non essendo mai stato nelle sue corde, ci aspettavamo un comportamento diverso da chi, in particolare “i giovani”, ne hanno fatto sempre una bandiera. Quattro commissioni, con dieci ore di discussione più tre in Consiglio, vari incontri informali, dieci proposte di modifica accolte, sette emendamenti accolti sui sedici presentati in Consiglio ed il ritiro di uno della maggioranza non gradito. Questi sono i numeri che parlano di una discussione portata avanti con apertura e condivisione.
Risultato: PD e Sinistra Solidale non votano lo Statuto insieme a Moderati, Forza Italia e Lega. Se la Partecipazione sarà possibile nella nostra Comunità, non si potrà certamente dire grazie alla sinistra fatta eccezione per “Pinerolo in Comune”. Come del resto negli ultimi 25 anni.

Da domani, tutti al lavoro per la definizione del regolamento attuativo. Perché dopo venticinque anni di inerzia politica, crediamo sia giunta l’ora di dare la parola ai cittadini!

partecipazione

M5S Pinerolo

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