Prova di colpo di stato fascista?

21 Gennaio 2011

L’accordo di Mirafiori: una prova di colpo di stato fascista, più che un accordo sindacale.

L’accordo firmato con la FIAT da FIM, UILM, FISMIC e UGL si compone sostanzialmente di due parti:
da un lato si tratta di un “normale” accordo sindacale, sia pure con contenuti fortemente lesivi degli interessi dei lavoratori (18 turni, riduzione delle pause, mensa spostata a fine turno e copribile con straordinari obbligatori, 120 ore annue elevabili a 200 di straordinario obbligatorio, ecc.), dall’altro invece contiene alcuni punti fortemente “politici”, per certi versi in contrasto con le leggi vigenti, voluti dall’azienda non per esigenze produttive ma per affermare il proprio potere incondizionato (e tenere fuori la FIOM, che sulla prima parte era disponibile).
In particolare il divieto di futuri scioperi, sanzionabili con pene fino al licenziamento, e l’esclusione dei sindacati non firmatari dalla possibilità di nomina di RSA (che andranno a sostituire le RSU elette dai lavoratori).
Per questo il referendum è illegittimo di per se (nessuna maggioranza può andare a sottrarre diritti che spettano al singolo lavoratore, come il diritto di sciopero e quello di farsi rappresentare dal sindacato che preferisce).
E per questo la questione non riguarda solo i lavoratori della FIAT ma ogni cittadini e ogni forza politica, perchè non si può accettare che la democrazia si fermi ai cancelli di una azienda e perchè questo accordo, mirando sostanzialmente a eliminare i sindacati non asserviti, esattamente come fece a suo tempo il fascismo, mette in discussione le fondamenta della democrazia o di quel poco che ne rimane, oggi alla FIAT, domani in tutto il paese.

Fausto
Movimento 5 Stelle Pinerolo

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