Resoconto del Consiglio del 27 e 28 novembre 2012. Rimodulate le tariffe TARES, ma il Comune non ci mette nulla.

29 Novembre 2013

La discussione delle due serate in CC è stata praticamente incentrata su due delibere inserite all’ultimo dall’amministrazione riguardanti la rideterminazione delle tariffe TARES, relativamente solo alle utenze non domestiche, quelle maggiormente interessate da aumenti a volte superiori al 200%.

L’argomento era già stato affrontato in Commissione bilancio: con le ultime schizofreniche modifiche di legge, risulta ancora possibile modificare (entro l’approvazione dell’assestamento di bilancio) i parametri della TARES.

L’amministrazione ha pertanto deciso di modificare i coefficienti (lasciando fisso il montante complessivo) per riequilibrare  tutte quelle situazioni che palesavano aumenti vertiginosi per alcune categorie e fortissimi sconti per altre.

Il Cons. Covato aveva già proposto in Commissione l’istituzione di un fondo di mitigazione TARES istituito con risorse interne, da utilizzare per far fronte agli aumenti eccessivi. Sintetizzando, l’idea consente di calmierare gli aumenti facendovi fronte con risorse proprie, diminuendo  la somma complessiva richiesta ai cittadini. Le delibere proposte dall’Amministrazione, pur riequilibrando la situazione a vantaggio di chi si trovava aumenti vertiginosi ai danni di chi invece quest’anno avrebbe usufruito di grossi sconti (in primis le banche), non presupponevano l’istituzione di un fondo finanziato da risorse interne, andando quindi a richiedere nel complesso ai cittadini la medesima cifra.

Durante la discussione in Consiglio Covato propone due emendamenti che introducono rispettivamente il fondo di mitigazione TARES pari a 700000 e la relativa copertura finanziaria (50% circa dall’applicazione dell’avanzo di amministrazione del 2012, soldi disponibili, e per il 50% circa da tagli ad alcune voci di bilancio). L’emendamento prevede anche l’istituzione di un tetto massimo di aumento rispetto all’anno prima (stimato nel 25%, ma modificabile) oltrepassato il quale il Comune interviene con il fondo. L’emendamento manteneva in ogni caso valido il nuovo sistema di coefficienti determinati dagli uffici. Gli emendamenti ricevono tuttavia parere sfavorevole da parte dei tecnici e dei revisori dei conti, in quanto per ciò che concerne i tagli al bilancio le somme sono in parte già state spese ed in parte non sono tagliabili. Inoltre i tecnici ed i revisori dei conti sostengono che i criteri di ripartizione del fondo andrebbero stabiliti per regolamento, mentre l’emendamento proposto propone già di fatto un criterio di ripartizione (il tetto massimo).

Tra sospensioni ed attese dei pareri da parte dei tecnici, si conclude la prima serata con un nulla di fatto, e tutto viene rimandato alla seduta di ieri sera.

Durante la seconda serata, una volta appresi i pareri tecnici, come opposizione al completo abbiamo proposto un subemendamento che recepiva i pareri negativi dei tecnici, limitando il fondo alla quota derivante solo dall’avanzo di amministrazione 2012 (circa 400000 euro) e rimandando alla Giunta la determinazione dei criteri di ripartizione secondo gli stessi principi scritti nel parere dei revisori. Questa seconda rimodulazione dell’emendamento ci sembrava superare gli ostacoli posti dai pareri negativi, tuttavia anche il subemendamento riceve ulteriore parere negativo (e sul punto siamo rimasti un po’ perplessi). In fin dei conti la maggioranza decide di bocciare tutti gli emendamenti e di approvare le delibere così come erano state proposte, rinunciando dunque all’applicazione del fondo.

Sebbene l’iniziativa in termini tecnici sia lodevole, abbiamo fatto notare in Consiglio che è mancata in questa vicenda l’iniziativa politica. La possibilità di andare a modificare i coefficienti della TARES si è palesata con il sopraggiungere di modifiche legislative che prospettavano una rimodulazione del tributo, pur mantenendo fisso l’obbligo di reperire le risorse necessarie alla copertura dell’intero costo del servizio di raccolta e smaltimento. La legge stessa tuttavia prevede la possibilità di istituire il fondo, per un massimo del 7% del totale costo del servizio (che casualmente nel nostro caso coincideva con i 400000 euro proposti, pari a circa l’avanzo di amministrazione del 2012). Il risultato finale è stato invece una rimodulazione delle tariffe, senza che il Comune ci metta un soldo per far fronte ai rincari. Insomma si è fatto un tecnicismo che mitiga i coefficienti più alti, ma che nel complesso chiede gli stessi soldi ai cittadini. Concludendo, possiamo dire che lo sforzo è stato fatto dai tecnici nel rimodulare attentamente caso per caso le tariffe risolvendo le situazioni più problematiche, ma non dalla politica che non ha trovato le risorse necessarie all’istituzione del fondo.

Sul bilancio di assestamento avevamo già scritto nel post precedente. Ribadiamo in questa sede solo la preoccupazione per i 150000€ in positivo derivanti dallo sversamento di rifiuti urbani da territori fuori bacino. Sebbene il Comune incameri 5€ a tonnellata di rifiuto sversato nella discarica cittadina, la velocità con cui si è riempito l’ultimo ampliamento del Torrione ci preoccupa moltissimo. Il 3 dicembre alle ore 18 si terrà un importante incontro con i vertici di ACEA in cui si discuterà anche di questo problema. A tal proposito avevamo già protocollato un’interrogazione.

Tra bagarre, sospensioni e attese varie il CC si conclude con l’approvazione dell’assestamento di bilancio. Tutte le altre delibere all’OdG sono rimandati al prossimo Consiglio, che si terrà probabilmente nella seconda settimana di dicembre.

 

Stay tuned

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