RESOCONTO DEL CONSIGLIO DEL 5 e 6 MARZO 2013

8 Marzo 2013

Un consiglio amaro quello che si è tenuto in questi giorni. Amaro per l’atteggiamento menefreghista di Amministrazione ed Uffici, amaro per il senso di impotenza che pervade non solo il sottoscritto, ma gran parte dell’opposizione. Il quadro è desolante. L’Amministrazione continua ad essere caratterizzata da un immobilismo a tratti irritante, e i risultati elettorali di appena una settimana fa non sembrano aver scalfito minimamente la supponente superiorità del PD pinerolese. Ma andiamo con ordine.

Appena si apre il Consiglio prendo subito la parola nello spazio dedicato alle comunicazioni. Dopo le scuse pubbliche che mi sentivo di fare alla Cons.ra Boni e alla Cons. Falzoni per il mio atteggiamento, (sicuramente poco consono alla carica che ricopro), al termine del Consiglio comunale scorso (scuse per altro accettate ed apprezzate), dichiaro subito che è necessaria una seria verifica di mandato e di deleghe per alcuni assessori. Ci troviamo nella paradossale situazione per cui l’Assessore Clement ha ricevuto delega per istruzione, sport, servizi sociali, casa (e, fidatevi, non sa più da che parte girarsi), mentre l’Assessore Rossetto ha delega per servizi cimiteriali, trasporti ed anagrafe (serve un assessore?) e l’Assessore Negro ha delega per turismo, ambiente e, attenzione, bike sharing! Questi 2 assessori spieghino alla cittadinanza cosa hanno fatto, quali progetti intendono portare avanti, quali hanno portato a termine. Nessuna risposta, nessuna piega… Chiedo anche la nomina di due assessori donna. L’Assessore Zanoni, infatti, come è noto è stata eletta nelle file del PD al Senato della Repubblica, e con molta provabilità lascerà a breve l’incarico di assessore. La Giunta si trova così priva dell’unica quota rosa presente. Auspichiamo, a seguito delle dimissioni dell’Ass. Zanoni, come già dichiarato nei giorni scorsi, che il Sindaco nomini almeno 2 assessori donna. Atto dovuto per un’Amministrazione che da un anno si riempie la bocca di pari opportunità.

Sempre nelle comunicazioni faccio presente che un mese fa è stata approvata una modifica al Regolamento del consiglio comunale, proposta dal MoVimento, che impone la ripresa video delle sedute e la loro pubblicazione su internet. Nonostante il nostro lavoro e la nostra disponibilità alla collaborazione, dopo un mese nulla è stato fatto. Menefreghismo più assoluto, soprattutto da parte degli uffici. Purtroppo per legge una delibera per essere esecutiva ha un tempo di attesa di 30 giorni, che, guarda caso, scadono proprio oggi. Al di la dei tecnicismi, è triste constatare come Amministrazione e Uffici non siano in grado di organizzare una ripresa video di un Consiglio (che per altro viene già effettuata in forma analogica) e provvedere al suo caricamento sul web. Menefreghismo più totale anche in questo caso. Il prossimo Consiglio non potranno più addurre scuse.

La prima delibera all’OdG riguarda l’approvazione del Regolamento sui controlli interni. Al Regolamento abbiamo proposto una semplice modifica, per altro già approvata in commissione, che nel controllo strategico di gestione impone che, per le opere pubbliche, venga indicata una stima dell’impatto che la spesa effettuata oggi avrà sui bilanci degli anni successivi. Se faccio una spesa oggi, magari è meglio se mi chiedo quanto questa spesa peserà sui bilanci futuri. Di fatto abbiamo reso obbligatoria l’indicazione dei costi di gestione di un investimento. A pensarci così sembra una cosa banale, ma che fino ad oggi non era mai stata presa in considerazione: nessuno ci aveva mai pensato. Ci ha pensato il nostro Andrea, che ha proposto la modifica, apprezzata anche dagli stessi uffici. La delibera passa a maggioranza. La forza del MoVimento sta anche in questo: quando non ci arrivano i politici, sono gli stessi cittadini attivi che propongono e lavorano. Gli eletti non devono far altro che portare le proposte nelle istituzioni, sono dei portavoce. In questo caso il sistema ha funzionato egregiamente!

Il Consiglio prosegue con la discussione di una strana delibera in materia urbanistica che prevede la proroga per ulteriori 5 anni del Piano per gli Insediamenti Produttivi della Porporata (PIP). Definiamo la delibera strana in quanto all’interno di essa è contenuto un passaggio che un po’ ci inquieta, e che è l’esempio di come le leggi in materia urbanistica vengono sistematicamente interpretate a piacimento dall’Amministrazione ma soprattutto dal funzionario del Settore. Il passaggio in questione recita testualmente:

[…] posto che le prescrizioni degli strumenti urbanistici attuativi, come ormai sancito dalla consolidata giurisprudenza in materia (ad esempio  la Sentenza del Consiglio di Stato – sezione quarta – n° 6170 del 4 dicembre 2007), nonostante la scadenza del termine decennale di validità degli stessi, continuano, in applicazione del principio generale di cui all’art. 17 comma I della legge urbanistica n. 1150 del 1942, ad essere rilevanti a tempo indeterminato finché il Comune non stabilisca altrimenti, tramite variante specifica del P.R.G.C. o nuovo strumento esecutivo da assumersi ai sensi di legge;

e ancora

[…] per quanto sopra evidenziato si evince altresì che l’intervenuta inefficacia del P.I.P. non impedisce il rilascio di permessi di costruire per il completamento dei lotti inedificati
purché siano rispettati gli allineamenti e le prescrizioni urbanistiche di zona relative all’edificazione e finalizzate a consentire un completamento non scoordinato dello sviluppo edificatorio rispetto al preesistente tessuto urbanistico
.

 

L’interpretazione della legge ci appare quanto meno strana. Se ciò è vero per tutti gli strumenti urbanistici, vale anche per i PEC. E allora perché, invece, rispondendo ad una nostra interrogazione sui PEC ancora attivi sul territorio Comunale fatta qualche mese fa la stessa Amministrazione (per voce del Cons. Berti) dichiarò che molti dei PEC riportati nell’elenco non erano più attivi, e quindi erano da considerarsi decaduti? Nessuna risposta. Inoltre, ad una domanda specifica fatta dal sottoscritto, che chiedeva quali interventi fossero ancora necessari per giustificare una proroga della convenzione, il Sindaco risponde candidamente che non lo sa. Riportiamo testualmente le parole “ci sono probabilmente ancora 10-11-12 mila metri quadrati di superficie da ultimare”. Signor Sindaco, 10 mila metri quadrati sono 2 campi da calcio! Che cosa volete costruire? Insomma l’Amministrazione e gli Uffici interpretano le leggi a loro piacimento, a seconda della convenienza del momento, senza avere nemmeno idea dei risvolti che le loro decisioni avranno sul territorio. Un ennesimo pasticcio in materia urbanistica, che dimostra ancora una volta come su questa partita regni la confusione più totale. Avanziamo inoltre serie perplessità sulla competenza in materia dell’Arch. De Vittorio, funzionario del settore Urbanistica, per niente convincente nelle risposte alle domande incalzanti mie e del Cons. Bruera. Un’interrogazione specifica sull’argomento è in fase di elaborazione. Votiamo contro la delibera, Progetto per Pinerolo si astiene. La delibera, tuttavia, passa a maggioranza.

 

Le due delibere sugli edifici di culto e sulla revisione delle aree da cedere in diritto di proprietà sono 2 atti dovuti propedeutici all’approvazione del bilancio di previsione, che passano all’unanimità.

 

Si arriva quindi alla discussione della delibera sul testamento biologico. Lo stesso PD, ad opera della sua corrente filo clericale centrista (ex-popolari) propone un emendamento volto a “sfrondare la delibera di tutti gli aspetti ideologici contenuti in essa”. L’emendamento è disponibile ed ognuno può farsi un’idea. La discussione viene fatta tuttavia il giorno seguente (7 marzo). Purtroppo questa del Testamento biologico è una triste storia, che va avanti da anni. Il risultato più desolante consiste nel fatto che il testo è stato svuotato di tutti i suoi contenuti più importanti, sia dal punto di vista formale che dal punto di vista sostanziale. Il regolamento di attuazione infatti prevede che il Comune tenga un registro in cui vengono indicati solamente i nomi di chi ha provveduto a redigere il proprio testamento biologico, ed il nome del relativo fiduciario. Gli uffici, infatti, avevano già provveduto a rilasciare parere negativo sulla conservazione dei testamenti. Insomma, anche in questo caso, il Comune non si prende nemmeno la responsabilità di conservare in uno scaffale delle buste chiuse. La delibera così perde anche del suo eventuale valore legale, e chi vorrà compilare il proprio testamento biologico dovrà comunque rivolgersi per la sua conservazione ad un notaio o ad una Associazione.

Riteniamo che la delibera così come passata sia figlia di quella stessa logica partitica che difende interessi di parte, cattolici o laici che siano. Un’altra occasione mancata.

 

Infine la nostra mozione sul rilancio del centro storico, che prevedeva in primis una pedonalizzazione completa di alcune vie, viene bocciata. In commissione avevamo accolto la proposta del Sindaco di aprire un tavolo di lavoro sul centro storico. Ciò non toglie tuttavia che la mozione individuava un obbiettivo, un orizzonte da perseguire. Essendo una mozione, il documento è comunque ancora ampiamente modificabile. La maggioranza ha ritenuto utile bocciarlo. Si inizierà un tavolo di lavoro senza un documento di carattere indicativo che tracci almeno alcune linee guida. Così facendo l’Amministrazione non si prende alcuna responsabilità. L’arte del decidere di non decidere. A questo punto abbiamo serie perplessità sull’utilità di un tavolo di lavoro che ci chiediamo su cosa aprirà la discussione. Probabilmente sul nulla, e probabilmente tra 3 anni ci troveremo allo stesso punto. Alcune proposte contenute nel documento, in effetti, andavano approfondite, ma almeno si tracciava uno schema sul quale, successivamente, si andava a discutere. Niente. E’ logico, dopo quello che è successo mica potevano darcela vinta così. Una mozione con il simbolo M5S, come del resto le interessanti proposte di deliberazione effettuate da Progetto per Pinerolo, mica possono passare. Immobilismo più totale, irritante. Non ci resta che dire una sola cosa: prima o poi presenteremo il conto.

 

Infine ci tengo particolarmente a prendere le distanze ufficiali dalla modalità di fare opposizione del Cons. Puca (PDL). L’ex capitano dei Carabinieri è solito farsi articoli che elogiano il suo operato da solo, basati su scandali forse costruiti ad arte e tutti da verificare (come il caso dei soldi dati al Pinerolo FC). Ma al momento di discuterne in commissione, dati alla mano, il Cons. Puca non si presenta. Non contento, il medesimo Cons. riscrive un altro articolo (questa volta senza firma, riteniamo sia suo, ma non ne abbiamo la certezza) sul medesimo giornalaccio, che accusa pesantemente un “politico locale” di abusivismo edilizio, senza per altro fare il nome di codesto Consigliere. Propone pure un’interrogazione sull’articolo pubblicato. Al momento della discussione dell’interrogazione però non è presente in aula, quindi la discussione viene rimandata. Non vogliamo entrare nel merito della vicenda e auspichiamo che la magistratura faccia al più presto luce sulla vicenda. Tuttavia riteniamo che se si fanno accuse così pesanti, ci si prende la responsabilità di ciò che si scrive, si viene in commissione e Consiglio e si argomentano le proprie dichiarazioni. Così facendo il Cons. Puca muove accuse pesanti, ma non facendo ne il nome del diretto interessato, e non essendo presente alcuna firma all’articolo, si mette al riparo da eventuali querele. Prendiamo le distanze da questo comportamento e lo condanniamo pesantemente.  Qualcuno, in un celebre film, disse una frase rimasta nella storia del cinema: chiacchiere e distintivo… chiacchiere e distintivo!!

Luca Salvai

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