SCONTRO SULLA DELIBERA DI RISTRUTTURAZIONE DI ACEA CON L’INGRESSO DEI PRIVATI … E IL BILANCIO DI PREVISIONE PASSA IN SORDINA

28 Dicembre 2011

Resoconto del Consiglio comunale del 20,21 e 22 dicembre

 

L’avevamo promesso. E l’abbiamo fatto. Alla fine sono 57 gli emendamenti presentati sulla delibera di ristrutturazione di ACEA, che prevedeva, com’è noto, la costituzione di due nuove società denominate “ACEA Ambiente” e “ACEA Power” finalizzate alla gestione del servizio “ciclo dei rifiuti” e “teleriscaldamento”.

Ma andiamo con ordine.

Alle ore 18 del 20 dicembre si riunisce la II Commissione presieduta dal Cons. Gaido, convocata all’ultimo minuto dai Cons.ri  Bordignon e Borlizzi (PD) per discutere la delibera in oggetto. Meglio tardi che mai! La delibera era già stata presentata in commissione bilancio, tuttavia da regolamento  è la II commissione ad avere la competenza sull’argomento.  Sono presenti l’A.D. di ACEA Ing. Carcioffo e i legali dell’azienda, i quali illustrano nei dettagli il progetto. Verranno dunque create 2 nuove società per la gestione dei rifiuti e del teleriscaldamento. La scelta, almeno per i rifiuti, appare obbligata in quanto l’art. 4 del D.L.138/2011 (manovra di agosto) ha reintrodotto in buona parte i contenuti dell’art 23 bis del D.L. 112/2008, oggetto di abrogazione referendaria. A parte il principio di illegittimità costituzionale che secondo noi sta alla base del provvedimento governativo (ma allo stesso tempo non ci vogliamo sostituire alla Corte Costituzionale che dovrà sentenziare in merito ai ricorsi presentati da Puglia, Marche e Veneto), la nuova disciplina dei servizi pubblici locali ci mette con le spalle al muro, imponendoci  l’ingresso del 40% di privati entro il 31/3/2012 qualora si volesse mantenere l’affidamento del servizio in huose providing . Ciò vale per i servizi di valore economico maggiore di 900 mila euro.

Il progetto di ACEA si propone di creare due nuove Società che avranno esclusivamente la gestione del servizio, mentre i beni patrimoniali resteranno di ACEA Pinerolese Industriale, la quale rimarrà a totale controllo pubblico. E’ un modo per riuscire, nonostante la normativa stringente, a mantenere il controllo pubblico su patrimonio societario e sulle due società “figlie”, nelle quali ACEA continuerà a detenere la maggioranza delle quote.

La delibera proposta prevede anche la creazione di una fantomatica (il termine “eventualmente” è usato più volte) società apposita (Acea Acque) per la gestione del ciclo idrico. E questo è il primo punto oggetto di alcuni emendamenti. Se il servizio idrico è stato stralciato dalla nuova disciplina, che bisogno c’era di fare una società per la gestione di detto servizio? Il testo di delibera presentato è una copia infatti del progetto che già ACEA aveva in mente di attuare prima del referendum, il quale, qualora non fosse passato il SI, prevedeva la privatizzazione anche del servizio idrico. Dunque, sui rifiuti purtroppo c’è poco da fare, mentre su teleriscaldamento ed “eventualmente” acqua le cose non stanno proprio come ACEA le racconta. E la raffica di emendamenti proposti da noi andavano proprio nella direzione di escludere teleriscaldamento e acqua da questa operazione (il valore economico del teleriscaldamento al momento è pari a circa 417000€). Dunque l’obbligo di privatizzare (per LEGGE) per questo servizio non esiste, bensì l’operazione è frutto di un disegno ben preciso del management di ACEA. La delibera così come viene presentata è però blindata, nel senso che non è ormai più possibile apporre cambiamenti. Constatiamo dunque che “il comune capofila del territorio” si vede costretto a dover RATIFICARE più che approvare un documento immodificabile, per via dei tempi strettissimi con cui è stato presentato. L’ing. Carcioffo infatti sottolinea che, qualora la delibera venisse modificata, dovrebbe essere approvata da tutti gli altri comuni appartenenti al consorzio, e non ci sarebbe più il tempo tecnico per indire le gare, le quali hanno un tempo di pubblicazione di 52 gg (che dite, l’avranno fatto apposta a presentarla l’ultimo giorno utile???).  Oltre a quanto già spiegato su servizio idrico e teleriscaldamento, sono parecchie le ombre che si celano dietro questa proposta: nessuna informazione su come verranno indette le gare, nessuna garanzia (se non verbale) sulle condizioni dei lavoratori, nessuna garanzia sui conflitti di interesse che si possono generare con l’ingresso di nuovi operatori privati (che per legge devono essere già appartenenti al settore).

Alla fine per ritirare gli emendamenti riusciamo a strappare l’impegno formale di Sindaco e maggioranza ad approvare una mozione che impegni il Consiglio ad una rettifica della delibera in oggetto, togliendo ogni riferimento all’acqua, e di presa di posizione relativamente al rispetto del voto referendario. Sottoponiamo invece al Consiglio gli emendamenti relativi proprio all’acqua, che raccolgono un discreto successo (voto favorevole anche del gruppo consigliare Progetto per Pinerolo), i quali tuttavia vengono respinti a maggioranza.

Il risultato è stato un consiglio inchiodato per ben 10 ore complessive di discussione su una delibera che pensavano di far passare velocemente ed in sordina nella stessa seduta in cui veniva discusso il bilancio di previsione. La delibera alla fine passa a maggioranza, con il voto contrario di Clement (FdS) e Gaido (IdV), e il nostro naturalmente. E’ la prima delibera in cui Buttiero va in difficoltà: la maggioranza infatti ha dovuto telefonare all’ultimo momento ai Cons.ri Mensa e Negro (non presenti all’inizio della seduta) che sono dovuti correre in Consiglio perchè con i soli voti dei Consiglieri di maggioranza presenti in aula la delibera rischiava di non passare. Insomma: tutto ciò che era nelle nostre possibilità è stato fatto.

Alle 11 passate della seconda serata di Consiglio si apre la discussione sulla delibera di bilancio. L’Assessore Zanoni  illustra il bilancio in pochi minuti davanti a pochi consiglieri assonnati. I dati fondamentali sono tagli mirati alla spesa, aumento dell’aliquota IRPEF comunale e mantenimento delle attuali tariffe dei servizi a domanda individuale. Sul bilancio pesa il mutuo relativo alla scuola federale di Cavalleria, che ci costa circa 400000€ all’anno di interessi, come brillantemente sottolineato dal Cons. Bruera. Se pensiamo che al momento è un rudere abbandonato a se stesso in mezzo ai campi di Abbadia Alpina…

Il documento passa senza grandi polemiche o discussioni. Stanchi del lavoro fatto sulla delibera ACEA, ammettiamo che il bilancio è passato un po’ in secondo piano. E di bocciarlo in toto non ce la siamo sentiti. Dopo due serate di discussioni e contrapposizioni, la nostra astensione sul bilancio di previsione è stata apprezzata da Buttiero e dall’Assessore al bilancio Zanoni.

In questo consiglio portiamo a casa anche l’autorizzazione del Presidente Cirri a riprendere le sedute. La prossima settimana ci troveremo con il comitato referendario per proporre un testo di mozione da portare in Consiglio, così come stabilito.

Stai tuned.

No Comments

Comments are closed.